Benvenuti a Fabulous Tin Toys! La risorsa on-line per giocattoli in latta e bambole d'epoca.

Trova informazioni sui prodotti e cerca con facilità nelle aste di Regno Unito, USA, Canada, Australia, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Italia, Austria, Irlanda, Belgio e Olanda!

Ad esempio, se stai cercando giocattoli ' Lima ', clicca su ' I - L ' e troverai Lima nell'elenco dei produttori.

Oppure per ' Barbie ', clicca su ' A - D ' e troverai Barbie. Puoi anche prendere una scorciatoia cliccando su una delle immagini di seguito. Divertiti!

 

Marchesini tin robots fleischmann treni Ingap giocattolimeccano giocattoli logo

Ultimi commenti
Commento 05-Dec-2011 intorno a reborn:

dreamsangelsnursery ... Per saperne di piu....

Commento 28-Aug-2011 intorno a Bobble Head:

Ciao volevo sapere se esiste su un qualche sito la bobble head della danzatrice di hula hawaiana...la sto cercando da un po ma non riesc... Per saperne di piu....

Commento 24-Feb-2011 intorno a Brumm:

Ciao Rio...!!! Ti ricordi sono Ivan il Carabiniere di Riva del Garda (Tn)! Ti volevo portare a conoscenza, anzi ci tenevo a farti saper... Per saperne di piu....

Storia dei giocattoli in latta e pressofusi

All'inizio del XIX secolo , venditori ambulanti e di strada vendevano giocattoli economici intagliati da un pezzo di legno, prodotti principalmente in laboratori di artigianato rurale o in piccole fabbriche clandestine dove la manodopera era sfruttata.

Nel tardo XIX secolo questi giocattoli vennero rimpiazzati da articoli ancora più economici stampati da lamiere e pressofusi che venivano esportati dalla Germania. Molti di quei giocattoli avevano meccanismi a molla e la loro produzione era un'attività secondaria legata all'orologeria. Negli anni '30 dell'Ottocento, erano prodotti principalmente per il divertimento degli adulti.

Gran parte del commercio di latta aveva sede a Norimberga e compagnie come Bing e Issmayer avviarono lì la propria produzione negli anni '60 dell'Ottocento.

Esistevano tre metodi principali per lo stampaggio del disegno sulla latta:

La scelta di giocattoli in latta era molto varia ed includeva sia "penny toys" (giocattoli da pochi soldi; da un penny, appunto) che modelli litografati pressofusi molto più costosi.

Collezioni giocattoli dalla Germania? Storia dei giocattoli tedeschi

All'inizio del XX secolo la Germania era il leader nella produzione di giocattoli di latta. I giocattoli di latta tedeschi erano innovativi e ben costruiti e dominarono il mercato fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Non appena l'industria dei giocattoli ebbe una piena ripresa, il Giappone si impose sul mercato e cominciò a controllarlo introducendo molte novità. Oltre che da meccanismi a molla e a frizione, alcuni giocattoli giapponesi erano alimentati a batteria e muniti di luci lampeggianti e suoni. Negli anni '50 e nei primi anni '60 del Novecento i giapponesi avevano inondato il mercato con tantissimi giocattoli in latta dal design accattivante, una grande percentuale dei quali era destinata al mercato statunitense con articoli ben noti agli americani. Nonostante i giocattoli in latta avessero raggiunto alti livelli di popolarità nel dopoguerra, la loro produzione andava incontro a sempre maggiori difficoltà dovute ad un'inversione di rotta nella domanda dei consumatori, all'introduzione di nuove norme di sicurezza e alla concorrenza dei costruttori di giocattoli in plastica. Entro gli anni '70 il Giappone aveva ridotto la produzione di giocattoli in latta così drasticamente, che molte fabbriche avevano cessato completamente l'attività. Esempi di costruttori di giocattoli tedeschi: Lehmann , Louis Marx Toys , Bing , Gunthermann , Tipp & Co , Schuco Toys and Levy .

Collezioni giocattoli dal Giappone? Storia dei giocattoli giapponesi

Il termine 'Buriki', che in giapponese significa 'lamiera di latta', deriva originariamente dall'olandese 'blik', cioè 'ferro stagnato' (giocattoli di latta in olandese si dice 'blikken speelgoed'). In Germania viene usato il termine 'blechspielzeug'. Fino alla metà degli anni '70 dell'Ottocento, la maggior parte delle lamiere di latta importate venivano usate per la produzione di contenitori per l'olio. Quando le compagnie giapponesi si resero conto dell'enorme popolarità dei giocattoli in latta importati, ne avviarono una produzione propria. Mentre gli artigiani tedeschi si erano specializzati nella produzione di giocattoli di alto livello artistico e decorativo, tra cui trenini e barche, i giapponesi producevano giocattoli in latta più convenzionali come sonagli, Jinrikisha (risciò) giocattolo, e così via.

Inizialmente, quello dei giocattoli era un business stagnante. Dopo la guerra sino-giapponese del 1894, il business cominciò a dare i suoi frutti. L'introduzione di macchine per la stampa delle lamiere di latta e la tecnologia dell'orologeria in arrivo dalla Germania, accelerò la crescita dell'industria dei giocattoli giapponesi. Infine il Giappone divenne il centro della produzione dei giocattoli in latta, lasciandosi alle spalle la Germania, completamente devastata dalla Prima Guerra Mondiale.

L'incertezza politica che regnò dal 1938 ebbe un effetto disastroso sul business dei giocattoli. Molti costruttori dovettero chiudere. Inoltre, anche lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale influenzò negativamente l'andamento dell'industria. Sorprendentemente, nel 1947 la fortuna tornò finalmente a sorridere al Giappone. Durante l'occupazione da parte degli americani, ai costruttori di giocattoli in latta venne concesso il diritto di riprendere la propria produzione e le esportazioni. Nel 1948 comparsero i giocattoli con meccanismo a frizione, come trenini, autopompe e automobili. Intorno al 1955, fu la volta dei giocattoli elettronici, che sostituirono quelli a frizione e a molla. Nel 1963, circa il 60% dei giocattoli esportati dal Giappone era prodotto da lamiere di latta.

Sfortunatamente questa tendenza resistette solo fino alla metà degli anni '60. I giocattoli in latta scomparirono gradualmente, per lasciare spazio a quelli in plastica e superleghe. Esempi di produttori giapponesi sono Marusan , Masudaya , Nomura ( TN ), Yoshiya (Kobe Yoko o KO ), Masuya (SM), Bandai , Sankei (NK), Horikawa e Yonezawa ( Yone ).

Collezioni giocattoli dalla Cina? Storia dei giocattoli cinesi

La Cina cominciò a produrre giocattoli in latta nei primi anni '20. Erano molto rudimentali e mal costruiti. Dopo il declino della produzione di giocattoli giapponesi, la Cina assunse il comando e divenne leader mondiale nella produzione di giocattoli in latta. I primi giocattoli cinesi erano noti per la loro economicità, che spesso si ripercuoteva anche sulla qualità. Oggigiorno sono realizzati secondo standard molto più elevati, mantenendo comunque il vantaggio di essere molto convenienti. La Cina produce una vasta gamma di riproduzioni in latta di giocattoli nuovi che vengono costantemente introdotti sul mercato ogni anno.

Storia delle bambole

Da tempi antichi, le bambole vengono prodotte e usate come giocattoli. I primi esemplari erano fatti di materiali molto semplici reperibili in natura, quali legno, argilla e pelliccia. Le bambole erano usate sia come giocattoli che come idoli. Sfortunatamente non ci sono bambole risalenti a quei tempi, sebbene sia stato ritrovato il pezzo di un pupazzo (in alabastro) con parti mobili risalente al periodo babilonese. Tantissime bambole vennero trovate all'interno di tombe egizie risalenti al 2000 a.C.. Erano fatte in legno, con capelli costituiti da perline (in legno) o argilla e decorate con svariati disegni. Le famiglie egizie facoltose facevano inserire bambole di ceramica nelle proprie tombe. Questi oggetti venivano trattati come veri e propri tesori. Sono stati trovati dei pupazzi anche nelle tombe di bambini greci e romani. Una volta entrate nell'età adulta le ragazze greche e romane dedicavano le proprie bambole (solitamente fatte di legno) alle dee.

La maggior parte delle bambole trovate nelle tombe di bambini erano molto semplici, solitamente composte di materiali quali stracci, legno, osso o argilla. I pupazzi più esclusivi e lussuosi erano fatti in cera e/o avorio. L'idea principale era quella di rendere la bambola il più realistico possibile. Quell'obiettivo ha portato alla produzione di bambole con arti mobili e indumenti rimovibili, addirittura partendo dal 600 a.C.

L'Europa ha ricoperto un ruolo importante nella creazione delle bambole, in seguito all'epoca delle bambole antiche. Queste erano solitamente costruite in legno. Di esemplari costruiti in Inghilterra con tale materiale nel XVI e XVII secolo, oggi se ne contano meno di trenta. Nella zona della Val Gardena era prodotto un particolare tipo di bambola in legno con semplici giunture realizzate con pioli, la cui struttura ricordava quella di una molletta da bucato. Nell'Ottocento furono ideate delle alternative per introdurre materiali alternativi. "Composizione" è un termine generico che indica gli impasti a base di polpa di legno e carta che venivano utilizzati per creare la testa e il corpo dei pupazzi. Questi impasti venivano modellati (sotto pressione) dando origine a pupazzi resistenti che potevano essere prodotti in massa. I costruttori custodivano gelosamente le ricette per miscelarli, e a volte utilizzavano ingredienti insoliti quali gusci di uova o cenere. La cartapesta era un impasto molto diffuso. Oltre alle bambole in legno, anche quelle in cera erano molto popolari nel XVII e XIII secolo. La città tedesca di Monaco ne era un grosso centro di produzione, ma alcune tra le più caratteristiche vennero create nel Regno Unito tra il 1850 e il 1930. I modellatori di cera plasmavano la testa di una bambola nell'argilla o nella cera; successivamente usavano il gesso per crearne uno stampo nel quale versare la cera fusa. Lo strato di cera utilizzato per creare la testa era molto sottile e il suo spessore misurava non più di 3 mm. All'inizio del XIX secolo, in Inghilterra venne prodotta una delle prime bambole (in cera) che ritraeva un neonato.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale i costruttori di giocattoli cominciarono a sperimentare le materie plastiche. Negli anni '40 del Novecento si producevano bambole in plastica dura, rassomiglianti a quelle costruite seguendo la tecnica della composizione, ma erano molto più resistenti. Tra gli altri materiali utilizzati per la loro costruzione c'erano gomma, gommapiuma e vinile negli anni '50 e '60. Il vinile ha cambiato il modo in cui venivano costruite, permettendo ai produttori di inserire i capelli nella testa, invece che usare parrucche o dipingere la chioma. Sebbene la maggior parte delle bambole sia ormai prodotta in massa utilizzando questi materiali moderni, molti costruttori odierni utilizzano i materiali tradizionali del passato per produrre bambole da collezione.

Oggigiorno sono tantissimi i collezionisti di bambole reborn e kit reborn.